PROPOSTE ED IDEE PROGETTUALI PER IL PIANO DI SVILUPPO INTERCOMUNALE dell' UNIONE COMUNI VALDARNO-VALDISIEVE

PROPOSTE ED IDEE PROGETTUALI PER IL PIANO DI SVILUPPO INTERCOMUNALE dell' UNIONE COMUNI VALDARNO-VALDISIEVE

Il ciclo di incontri “Facciamo insieme il piano!” si inserisce all’interno di un più ampio processo di coinvolgimento della popolazione attivato dall’'Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve per l’elaborazione del Piano Strutturale Intercomunale, strumento di pianificazione urbanistica attraverso il quale si individuano gli obiettivi e le linee strategiche da realizzare per lo sviluppo futuro del territorio.

 

In quest'ottica l'Ecomuseo Montagna Fiorentina ha presentato il seguente documento.

 

 

“Ecomuseo Montagna Fiorentina e degli Insediamenti religiosi, monastici e rurali fortificati” , in qualità di istituzione culturale formata da numerose associazioni, enti, volontari e privati, vuol portare al Piano di Indirizzo Strutturale dell’Unione Comuni Valdarno e Valdisieve un punto di vista proteso sulle emergenze storiche, culturali, artigianali, naturalistiche, ambientali, archeologiche ed architettoniche dell’area: come si è potuto evincere dalle riunioni effettuate queste emergenze risultano attualmente non conosciute, abbandonate, pericolanti (talvolta pericolose) anche se vanno a costituire un valore inestimabile per l’Italia tutta. La totale mancanza di tutela, valorizzazione e conoscenza di questi elementi ha contraddistinto questa area nell'arco degli ultimi decenni quando invece potrebbero e dovrebbero essere la base per un reale, concreto e positivo sviluppo socio economico del territorio. Tutto questo perché negli ultimi decenni, principalmente, questa area geografica si è concentrata unicamente verso la città di Firenze e verso un modello di sviluppo che si è dimenticato del territorio stesso dando priorità al solo sviluppo del fondovalle e spesso dimenticandosi della montagna. Esistono borghi fortificati, insediamenti castellari, Pievi, opere d’arte, reperti archeologici per i quali altre realtà nel panorama nazionale ed internazionale hanno elaborato un sistema di sviluppo che le ha portate ad essere modello di riferimento economico e sociale. La nostra realtà locale invece ha lasciato che questi elementi fossero abbandonati, disprezzati e ridotti a ruderi senza speranza. Quel che è peggio è che sono stati dimenticati, oltre che dalle amministrazioni, dalla stessa popolazione, privata così della propria memoria ed identità storica. A nostro avviso occorre spostare l’asse d’attenzione su queste emergenze, avere una visione d’insieme che valorizzi la Montagna Fiorentina e far sì che non sia più solo la periferia di una metropoli ma un territorio ricco di molteplici valenze.

 

VIABILITA’:

Nel PSI si deve tener conto di tutta la viabilità secondaria sia per i collegamenti fra le piccole frazioni di montagna, sia per motivi di attrazione turistica, sia per motivi storico culturali poiché nella maggior parte dei casi questa sorge su tracciati e strutture storiche spesso di epoche antiche. Queste vie secondarie di diverse tipologie (asfaltate e non) hanno urgente necessità di un piano sistematico di manutenzione che garantisca nel tempo la fruibilità e la presenza delle strumentazioni basilari della sicurezza viaria (segnaletica stradale orizzontale e verticale, parapetti, colonnini, catarifrangenti, etc.etc.).

Civiltà Etrusca, Romana, Longobarda, e periodi Medievale, Moderno e Contemporaneo hanno lasciato tantissime tracce evidentissime e di grande valore, dalle opere murarie a secco, ai selciati delle strade, ai ponti di epoche diverse che necessitano di essere messi in sicurezza, recuperati e valorizzati. Attualmente la viabilità storica, ove ancora visibile, è usata come pista da esbosco o come tracciato per fuoristrada e motocross, con danni a più livelli e nella più totale indifferenza delle regole più basilari.

Persino la rete sentieristica promossa dai comuni è gestita in modo approssimativo e irregolare e necessiterebbe di una progettazione di insieme.

Oggi sono milioni le persone che per motivi religiosi, personali, di studio, altro si muovono sulle Antiche Vie percorse dai Santi, vie etrusche e romane, etc per ragioni di fede, di salute o hobbistiche, portando beneficio economico importantissimo alle aree ed ai residenti dove queste vie sono state ben promosse dall’intero territorio in maniera condivisa e coordinata (regione, comuni, associazioni, enti vari…).

Nel PSI occorre porre attenzione a queste Vie locali supportando le indicazioni e l’impegno degli studiosi e dei volontari che cercano di recuperarle con enormi difficoltà.

Riteniamo che sia davvero basilare porre attenzione a queste antiche viabilità affinchè non vengano snaturate ma mantenute bene con attenzione a tutte le loro caratteristiche e per l’indotto che recano sul territorio.

Cogliamo l’occasione per informarvi che attualmente in molti blog e siti web dedicati al turismo escursionistico (Via di Francesco) viene consigliato agli interessati di “saltare” le nostre aree a causa delle condizioni in cui versano le suddette antiche vie. In realtà i punti di interesse sarebbero tantissimi, ma sono come detto tenuti ben nascosti dalle apparenze e molto lontani da una condizione accettabile.

Ecomuseo Montagna Fiorentina ritiene che la concentrazione delle amministrazioni degli ultimi anni dal punto di vista della viabilità si sia concentrata troppo sull'opera nota come “variante SS67”.

Questo, oltre a polarizzare in modo univoco tutto il panorama politico della Valdisieve, ha avuto come risultato l'allontanamento del dibattito dalle tematiche di sostenibilità ambientale, rispetto paesaggistico e in generale dal concetto di bene comune. Riteniamo che perseguire un modello differente sarebbe più opportuno, nell'ottica di un futuro migliore per tutti i cittadini, e che la concentrazione del PSR potrebbe spostarsi piuttosto sulle migliorie necessarie a rendere più efficiente il sistema del trasporto pubblico: la linea ferroviaria Pontassieve – Borgo San Lorenzo mobilita centinaia di pendolari ogni giorno, spesso vittime di ritardi e guasti inaccettabili e potrebbe essere invece uno strumento formidabile proprio per ridurre il traffico e le sue conseguenze nocive che hanno richiesto la stesura di un progetto di variante. Fondamentale anche l'implementazione di un percorso sicuro per la mobilità dolce: sono anni che si sente parlare di “ciclosieve” senza che di fatto si intraveda niente di concreto. Una viabilità esclusiva per pedoni e biciclette lungo la Sieve metterebbe in comunicazione le varie comunità già servite dalla ferrovia e dalla SS67, fornendo un'alternativa sicura agli spostamenti oltre che occasione sana e piacevole per il tempo libero e l'attività sportiva valorizzando le rive e gli argini del fiume seguendo esempi di successo nazionali ed internazionali. Una progettazione attenta alle particolarità del territorio renderebbe una viabilità del genere come un naturale corridoio e interscambio con la rete sentieristica esistente e porterebbe alla valorizzazione di importanti siti dimenticati lungo la rete fluviale come la torre dell'antichissimo Ponte a Vico (di epoca Etrusca), miracolosamente sopravvissuto fino ai giorni nostri per essere lasciato in rovina.

 

 

NATURA, AREE PROTETTE, AMBIENTE:

 

Oltre all'”ANPIL di Poggio Ripaghera, Santa Brigida, Valle dell'Inferno” fra le aree protette vi è da recuperare e valorizzare anche la Zona di Protezione FONTEMASSI in Località Borselli, istituita per l’importanza che la stessa ha per l’avifauna migratoria essendo presenti tre piccoli laghi dove gli uccelli migratori possono “riposarsi” prima di continuare i loro viaggi. In essa sono presenti anche altre specie rare ed una ricca varietà botanica. Attualmente l’intera area non è rispettata ed è utilizzata in modo abusivo come pista da cross e fuoristrada. Occorre creare una Rete ecologica di aree protette dove effettivamente si tuteli la biodiversità e dove si impedisca l’accesso alla pratica della caccia, pesca, taglio, raccolta, turismo non controllato.

Vi si potrebbe accedere accompagnati con personale esperto consentendo alle varie guide ambientali escursionistiche di lavorare sul proprio territorio, oltre che provvedere a una cartellonistica informativa che sensibilizzi il visitatore al rispetto di ciò che trova.

 

Altra area, tra le altre, di enorme interesse naturalistico è quella della valle del torrente ARGOMENNA con la sua omonima e spettacolare cascata che presenta caratteristiche di fauna e flora sorprendenti e la cui fruizione è resa vana dalla presenza di un tracciato stradale abbandonato a se stesso e per niente valorizzato. Un'area così interessante e così vicina ai grandi conglomerati urbani di Montebonello e Rufina avrebbe un sicuro successo anche nell'ottica della consapevolezza dei cittadini sulle ricchezze della propria area. Inoltre non ci sono né dati né studi, o almeno non sono diffusi né conosciuti, talvolta sono datati o estremamente localizzati, sulla condizione della natura della Montagna Fiorentina (presenza di specie botaniche, faunistiche, qualità dell’aria, delle acque e dei terreni, condizione degli stagni e dei laghi presenti, ..).

Allo stesso modo quasi tutti i Comuni non applicano la legge 10 del 2013 sugli alberi monumentali.

Riteniamo che conoscere, tutelare e valorizzare particolarità eco-sistemiche presenti, come gli alberi monumentali, oltre a dare la percezione agli abitanti di vivere su un territorio unico e ricco, di pregio e di interesse, sono di fortissimo richiamo a tutto quello che è il mondo scientifico, di studiosi, ricercatori che considererebbero interessante l'area. Senz’altro si avrebbe un grosso richiamo di appassionati con grande indotto sull’economia locale.

Esistono ampi presupposti perché questo avvenga.

 

 

EMERGENZE STORICHE ARTISTICHE ARCHITETTONICHE:

 

I castelli di San Leolino, di Vicorati, di Montefiesole, di Poggio Castello;  l'Oratorio di Rugiano, il Mulino Pesci, Monte Giovi, la via Magnalese, l'Insediamento Etrusco-Villanoviano di S. Martino a Rufina, la Madonna del Beato Angelico, le stele etrusche di Londa e Pontassieve, il Trittico di Tosina di Mariotto di Nardo, le opere del Masaccio, il Monastero di Rosano… sono solo alcune delle emergenze architettoniche che la storia secolare di queste valli ci ha consegnato. Ognuna è parte integrante della storia dell’Italia centrale e quasi tutte queste architetture sono attualmente in rovina, pericolanti e non valorizzate. C'è tantissimo! Senza prendere in considerazione le Opere d’arte ed archeologiche “prese in prestito” e mai più riportate pur essendoci tutte le condizioni idonee per esporle in sicurezza. Il recupero di tutto questo ben di Dio e degli uomini, beni comuni, tutto questo andrebbe posto al centro di un Piano Strutturale che miri ad un reale sviluppo socio

economico. Sono da prevedere azioni di recupero, di messa in sicurezza, di valorizzazione e di studio, di promozione turistica e culturale.

E’ paradossale che le scuole di questa zona vadano a visitare gli Uffizi per vedere la Madonna con Bambino del Beato Angelico che originariamente stava a Pontassieve nella Cappella di San Michele e dove potrebbe tranquillamente essere riportata con grande beneficio di tutto il territorio visti anche i recenti lavori di restauro, messa a norma e di sicurezza della Cappella stessa.

 

 

 

TURISMO

 

Dati pubblici dimostrano come il turismo sia abbondantemente, per fatturato, la prima industria del territorio. Ad oggi non esiste un’azione coordinata per la quale la Valdisieve - Montagna Fiorentina venga riconosciuta come identità territoriale a se stante ed è infatti, a seconda dell'interesse, collocata talvolta nel Mugello, nel Chianti Senese, ancora nelle Foreste Casentinesi, in Valdarno, a Firenze. La Valdisieve – Montagna Fiorentina ha una propria identità precisa e diversa, pur facente parte dell’ambito omogeno turistico di Firenze, ma occorre agire affinchè sia valorizzata in questo senso.

Per le sue complessità e particolarità è molto apprezzata e presenta offerte al visitatore di una qualità che pochi altri territori hanno, anche all’interno dell’ambito turistico fiorentino.

Ma l'iniziativa si è sempre fermata a quella privata. L’identificazione in un’area geografica su cui si è sviluppata una storia molto più antica di quella di Firenze e la promozione coordinata della stessa non solo porterebbe beneficio a tutto il mondo del turismo, del commercio e della cultura ma sarebbe di notevole supporto all’azione stessa della città di Firenze che amplierebbe così la propria offerta, essendo anche collegata direttamente con la rete ferroviaria, e darebbe una visione più completa e profonda della propria storia.

A tutt’oggi questo lavoro è sminuzzato fra singole offerte, proposte ed azioni di ogni singolo comune e soggetto imprenditoriale. Al contempo l’area della Valdisieve – Montagna Fiorentina è già un’area con una propria identità culturale testimoniata dal fatto che esiste da tempo la Comunità Montana della Valdisieve (oggi Unione dei Comuni Valdarno-Valdisieve) e che tale realtà è l’unica organizzazione sovracomunale presente nell’intero ambito omogeneo turistico di Firenze - Città Metropolitana.

Questo territorio ha delle peculiarità culturali, storiche, paesaggistiche, ambientali e di piccolo artigianato che se valorizzate non solo potrebbero qualificare l’offerta turistica dell’ambito in cui sono comprese, ma svilupperebbero un indotto economico maggiore e soprattutto più stabile che in questo periodo andrebbe a garantire numerosi posti di lavoro che oggi grazie a questa disorganizzazione non possono essere presenti. Nel PSR andrebbe prevista questa azione di coordinamento e valorizzazione.

 

 

ARTIGIANATO COMMERCIO E PICCOLA AGRICOLTURA:

 

I piccoli paesi di montagna si sono trasformati in dormitori presentando le stesse difficoltà e caratteristiche delle periferie più grandi, differendo solo per i numeri. Occorre un’azione forte per supportare le persone che vogliano aprire piccoli laboratori, piccole aziende agricole anche a sostegno delle realtà di piccolo commercio affinché i propri prodotti siano venduti, conosciuti e valorizzati proprio all’interno dei piccoli centri che diventerebbero nuovamente comunità di vita attiva e richiamo turistico di qualità uscendo dalla logica dei luoghi di aggregazione artigianali, industriali e commerciali.

Attualmente si è proiettati solo ed esclusivamente verso i grandi centri, mentre nei piccoli centri, dove si potrebbero trovare le eccellenze, vi si trovano (costretti da un mercato che niente ha a che fare con le economie locali) solo le grandi marche come ai centri commerciali. Laddove non mancano le tipicità locali, esse sono presenti in maniera sporadica e certamente non valorizzata e/o che non trovano sbocchi commerciali adeguati e sostenibili sul proprio territorio. La creazione di un circuito di eccellenze tipiche di artigianato, piccola agricoltura unite al rapporto umano e diretto che si instaura con il commerciante del luogo andrebbero ad incidere sullo sviluppo dell’intero territorio.

 

 

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