Castello di Nipozzano

Posto sulla sommità di una collina che domina la confluenza tra Arno e Sieve, a circa 350 m. di altitudine, il castello di Nipozzano già verso la fine del Trecento era stato trasformato dagli Albizzi in splendida dimora signorile, abbellita ancora nel corso dei secoli fino all’inizio del Seicento e solo in tempi recenti (1925) è passato ai Frescobaldi. 
Purtroppo il castello per gran parte distrutto dalle mine nel 1944 e successivamente restaurato, conserva solo in parte le strutture originarie. Esso infatti era dominato dalla possente mole quadrilatera del cassero ricordata fino al 1371 e circondato da due giri di mura. 

Il complesso dell'incastellamento di Nipozzano (Photo credit: wikipedia)
Il complesso dell'incastellamento di Nipozzano (Photo credit: wikipedia)

Della dimora voluta dagli Albizi rimangono ancora vari elementi architettonici riferibili al Quattrocento. Completamente rimontata è la chiesa di S. Niccolò. Il castello rappresenta il fulcro di un piccolo borgo circoscritto da una cinta muraria. L’insediamento è tipico del periodo medievale con il cassero edificato in posizione dominante rispetto agli altri edifici, tra i quali troviamo anche la chiesa di San Niccolò, che si sviluppano lungo la strada di accesso. 

La signoria dei Guidi sopra il castello di Nipozzano fu confermata dai diplomi imperiali del 1164, 1191 e 1220 ma venne meno prima del 1225 dal momento che di Nipozzano non si fa menzione nell’atto con il quale i cinque figli di Guido Guerra si divisero i beni aviti in questa parte del contado. A Nipozzano i Guidi ebbero possessi fondiari dal 1062, come risulta da un contratto col quale un conte Guido acquistò la ‘quarta parte di due porzioni del Poggio già castello posto a Nipozzano e circondato da fossati’. Da tale documento dovremmo anche ricavare che il castello di Nipozzano esistesse fino dalla prima metà del secolo XI e che avesse subito una distruzione, per essere poi più tardi ricostruito. Lapo da Castiglionchio afferma che il castello passò sotto il controllo dei da Quona i quali lo avrebbero poi ceduto insieme al suo distretto all’Abbazia di San Fedele a Strumi. La notizia relativa al possesso da parte dei da Quona non trova riscontro nei documenti, mentre consta che nel 1218 l’abate di San Fedele, per pagare un debito contratto con la famiglia Adimari, fu costretto a concedere in affitto per il periodo di cinque anni, tutte le terre, case e vigne che l’abbazia possedeva a Nipozzano (Concessione ripetuta anche nel 1275). 

Nel 1283 i monaci rinunciarono infine al loro patrimonio di Nipozzano cedendolo a Bindo de’ Cerchi in cambio di terre più vicine alla città. A Nipozzano è attestata la presenza di un comune castrense sin dalla fine del XII secolo (1199). Risalgono al XV secolo due caminetti, un architrave ed un lavabo conservati nei locali del cortile al secondo piano, tutti di chiara ispirazione michelozziana. Il più interessante fra tutti è il lavabo che ha un architrave abbellita da una fascia di ovuli sotto la quale si innesta un fregio con rosetta centrale, palmette e motivi floreali, che poggia su due lesene analoghe a quelle che sostengono una bifora della facciata di San Bartolomeo a Monteuliveto, una delle ultime opere del Michelozzo. 

L’aspetto attuale del castello è il risultato di una ingente opera di restauro eseguita nel dopoguerra.

Il piano terreno è costituito da alcuni locali seminterrati e da un grande cortile circondato da un camminamento ad U e terminante su un lato con una torre vedetta. Al centro di questo un piccolo portale in pietra immette nel cortile superiore dove si trovano tre locali ed una scala che conduce al piccolo ballatoio su mensole.

 

Bibliografia

 

www.tuscany.name/CORNUCOPIA/castelli/pela/cstnipoz.htm