Ex Castello di Falgano

Il Nome deriva molto probabilmente da Felganu, nome etrusco di persona esteso ad una località. Falgano fu un feudo dei Conti Guidi del ramo di Battifolle, Romena e Poppi. Essi vi eressero probabilmente un castellare di cui non rimane traccia se non in una torre quasi del tutto demolita situata in località Alberi, posta sulle pendici meridionali del Poggio Bai dove rimangono interessanti resti di strutture medievali, tra cui un corpo di fabbrica con paramento murario a filaretto.

Questa località è rammentata ancora come castellare in alcuni documenti del priorato dei Camaldolesi di Tòsina e più frequentemente fra quelli della Badia vallombrosana di San Fedele a Strumi. In un atto camaldolense del 1099 è scritto che il conte Alberto, figlio del conte Guido di Romena, concesse ai monaci di Camaldoli per il monastero di Poppiena sul Falterona la porzione delle corti che essi possedevano in Acone, Monte Bonello, alla Rufina, a Pomino, a Falgano e in altri luoghi.

Il riconoscimento della signoria dei conti Guidi su Falgano fu confermato dai diplomi imperiali del 1164, 1191 e 1220. Esistono tuttavia documenti anteriori a quelli sopra citati, depositati fra le pergamene della badia di Strumi, molti dei quali furono scritti a Falgano negli anni 1064, 1068, 1072, 1073, 1079, 1080, 1086,1094 e 1095.

Questi atti riguardano per lo più donazioni di terreni posti nel popolo di Falgano, che apparteneva alla pieve di S. Jerusalem o di San Giovanni a Diacceto. Il documento del 1089 attesta il luogo come castello: si tratta di un atto di concessione in beneficio delle rendite derivanti dallo stesso castello e del suo distretto da parte del monastero di S. Fedele a Strumi a favore di un tale Azzo di Pagano, il quale in precedenza ne aveva fatto donazione ai monaci. Nella zona, anticamente, aveva possessi fondiari la curia vescovile di Firenze. Nelle vicinanze numerose sono le testimonianze di case torri e di antiche dimore signorili: oltre la sopracitata Torre ad Alberi, ricordiamo Bavecchia, Reniccioli, e Casellina. La località di Falgano era divisa originariamente in due popoli, facenti capo a due diverse chiese parrocchiali: San Giusto e Santa Maria (ridotta da tempo ad oratorio), appartenenti al piviere di Diacceto.

La riprova dell’antichità del luogo è data proprio dalla presenza della chiesa di Santa Maria, la quale può considerarsi il più antico edificio religioso del comune di Rufina.