Centro Storico Pelago

Pelago, capoluogo di comune dal 1808, è situato sulla destra del torrente Vicano, detto appunto di Pelago, nella pendice meridionale del contrafforte della Consuma

 

Il toponimo neolatino pelagus denuncia la presenza di un insediamento di origine romana, documentato in zona dai ritrovamenti archeologici avvenuti a partire dal 1696 a Paterno. 

Il castello medievale, il cui circuito murario doveva svilupparsi in forma ellittica sopra un ciglione sporgente verso il torrente (309 m s.l.m.), sorse al centro di diversi insediamenti più antichi attestati dalla ricca toponomastica latina, dai ruderi di un bagno romano alla periferia del castello stesso e dall’antica pieve di San Gervasio a Sorgano situata nella collina di fronte in località La Pieve

 

Tra le carte della Badia di Vallombrosa esistono diversi atti stipulati nel castello di Pelago: il più antico è del 1089, i successivi del 1132, 1178 e 1229; altri invece furono scritti nel foro di Pelago e portano le date 1188, 1319 e 1347. 

Generalmente si ritiene che in origine questo castello sia appartenuto ai conti Guidi per il fatto che diversi beni donati al monastero di Vallombrosa dagli stessi, erano compresi nelle corti di Magnale, Altomena e nel distretto di Pelago; ed inoltre perché gli stessi Guidi possedevano il giuspatronato delle vicine pievi di San Gervasio a Sorgano e di San Lorenzo a Diacceto.

 

Ma questa supposizione, sebbene valida per alcuni aspetti, non è del tutto convincente, anche perché più manifesta è l’autorità esercitata sul castello di Pelago dalla famiglia Cattani.

Infatti, all’inizio del XIII secolo troviamo un Ranieri di Guidalotto da Pelago, ritenuto il capostipite dei Cattani da Pelago e da Diacceto, il quale, oltre a diversi possedimenti nella corte e distretto di Pelago, deteneva anche una parte di giuspatronato della chiesa del castello: possedimenti e giuspatronato che nel 1207 detto Ranieri donerà al priore dei Camaldolesi

 

Non solo, ma l’influenza dei Cattani sul castello appare ancora più evidente nei secoli successivi: infatti, quando nel 1413 il pontefice Giovanni XXIII accordò alla chiesa di San Clemente, situata nello stesso castello, il titolo di pieve sottomatrice, lo fece accogliendo un’istanza presentata da un Paolo di Zanobi dei Cattanei.

Ed ancora: nel 1445 la famiglia Cattani, trovandosi in lite con i Camaldolesi, con i vescovi di Fiesole e con la Repubblica di Firenze, al fine di poter conservare i propri diritti sulla chiesa del castello di Pelago si rivolse al pontefice, asserendo che tanto il castello, quanto il palazzo ivi esistente e la torre ad esso contigua, da tempo immemorabile dipendevano ed erano posseduti da essi Cattanei e che loro spettava il diritto di nominare il rettore della chiesa parrocchiale.

E il pontefice Eugenio IV, con Breve del 13 aprile diretto al vescovo fiesolano, riconobbe e confermò tutti questi diritti ai Cattani richiedenti ed ai loro discendenti

Tornando al castello, considerando i documenti a nostra conoscenza, sembrerebbe che esso non abbia avuto una grande importanza dal lato militare. Infatti, l’unico episodio per il quale è ricordato nelle Cronache è l’occupazione da parte dei Guelfi esiliati da Firenze dal 1248 al 1253. 

La chiesa dedicata a San Clemente, nel 1276-77 era suffraganea della pieve di San Lorenzo a Diacceto; all’inizio del XIV secolo, come abbiamo visto, fu elevata a matrice; nel 1506, essendo crollata la pieve di San Gervasio, vi fu trasferito anche il titolo di questa. 

All’inizio del XIII secolo è documentato che i proprietari del castello fossero i Da Diacceto. 

Pelago
Castello di Pelago