Il Territorio dell' Ecomuseo- Area della Valle del Rufina

L’area di riferimento è costituita dal bacino della valle del Torrente Rufina, dal crinale del pre- Appennino, zona della Consuma, fino al Fiume Sieve in Rufina. A quest'area geograficamente ben definita e storicamente riconducibile ad una unica gestione politico amministrativa che da prima dell'anno mille vede coinvolte numerose famiglie nobiliari, e alla gestione sociale e territoriale della antica diocesi di Fiesole, va aggiunta l'area dell'ex castello di Falgano con i suoi due insediamenti religiosi Santa Maria a Falgano e Chiesa di S. Giusto, e i suoi insediamenti civili oggi di case sparse, ma che erano la sede del castello e la rete di torri abitativo difensive del sistema di

incastellamento di Falgano.

Queste erano sede della famiglia dei Guidi di Battifolle già da prima del 1067 che furono coloro i quali, per diversi secoli, dominarono l'intera valle del Rufina, antico accesso al Casentino tramite la via Casentinese che dall'abitato di Rufina per varie diramazioni, fino al 1300 saliva a poggio Castello - S. Maria dei fossi e dal 1300 fino al 1840, anno in cui Leopoldo II di Lorena realizzava la strada della Consuma per come la conosciamo oggi, passava per  Castelnuovo e poi Moscia, per giungere in Casentino.

Quest'area pur rappresentando un unicum culturale dal mille fino all'epoca moderna presenta innumerevoli e caratteristici aspetti di cultura montana, di pievi, monasteri e di architettura rurale fortificata, di usi, costumi e tradizioni, che andranno a costituire l'ossatura dell'ecomuseo.

Quest'area, confine naturale tra la piana fiorentina, il Mugello ed il Casentino, ma anche collegamento con la Romagna Toscana, per secoli crocevia di genti e culture diverse, di merci e di saperi fin dalla preistoria, presenta un patrimonio archeologico, storico,artistico e demo-etnoantropologico di assoluto valore, in parte non ancora studiato o raccolto, scarsamente fruibile, spesso minacciato da interventi non sostenibili.

Interessante peculiarità di questa zona è la sovrapposizione che nei secoli si è realizzata tra il reticolo degli insediamenti fortificati riconducibili alle famiglie nobiliari che nel tempo si sono succedute, e il reticolo del sistema ecclesiastico di “governo” dell'area, costituito dalle Pievi dalla Parrocchie e dai Monasteri. Più che in altre aree del territorio dell'Appennino centrale in questa

piccola valle, la storia e la cronologia dell'incastellamento è intimamente legata alla storia degli insediamenti religiosi che in taluni casi avallavano con la loro presenza e opere l'azione politica del potere delle famiglie nobiliari, in altri casi contrastavano anche con la loro presenza fisica tale potere.

Altro aspetto caratterizzante l'area e importante da studiare e da documentare è la forte partecipazione della popolazione alle vicende di gestione del territorio. Questa partecipazione, che in taluni casi ha determinato azioni, anche eclatanti e di rilievo storico, ha portato ad un

protagonismo di queste genti in decisioni e organizzazioni e gestioni del bene comune: il territorio.

Partecipazione che ha portato poi, il nascente potere di Firenze, a strutturare un sistema di gestione del territorio che è stato esempio in Italia di partecipazione democratica, basti far riferimento in questa sede alla costruzione delle “leghe” fiorentine.

La Madonna dei Fossi