La Consuma

L'abitato della Consuma

è una antenna cioè un "polo" dell'ecomuseo, ovvero un luogo, una popolazione che custodisce l'anima del territorio e che rappresenta spazi di elaborazione culturale e rielaborazione identitaria.

Secondo una suggestiva ipotesi (tutta da verificare), la località deriverebbe il proprio nome dalla famiglia di origini ferrarese dei Consumi, costretta all’esilio da Borso d’Este per ragioni politiche; insediatisi a Firenze nel 1482, dieci anni più tardi i Consumi si trasferirono qui dando origine all’odierno abitato, costruito intorno ad un’antica sorgente e ad una nuova chiesa, dedicata a S. Domenico di Guzman.  Secondo un'ipotesi del “Repetti” il nome del valico deriverebbe da “con Summa” in cima.
La storia di questo insediamento è legata alla presenza del valico di crinale posto in una zona impervia lungo l’antica mulattiera congiungente il Valdarno con la vallata del Casentino.
A partire dal tardo-medioevo nella zona intorno alla Consuma detto anche Monte Borselli si ha notizia di una mulattiera che collegava il piccolo abitato alla cosiddetta "bandita della Matteraia", situata nell’alta valle del Moscia, lungo il crinale posto a nord della Consuma rilevante risorsa collettiva; si trattava di una vasta estensione di terre (parte a pastura, parte boschive con faggi e parte seminative) attinente agli uomini del popolo di S. Margherita a Tòsina (nel cui territorio erano comprese le case della attuale Consuma), cui era riservato il diritto di legnatico e sementa. L’elemento predominante del paesaggio di questa zona era costituito ovviamente dal bosco: ma se ancora per il Trecento sono testimoniate vaste macchie di faggi, estese boscaglie di querce e castagni, e grandi abetine, successivamente (soprattutto a partire dal XVI sec.) si assistette ad una massiccia opera di dissodamento e di sostituzione delle essenze originarie, che portò alla diffusione soprattutto di castagneti da frutto e da palina.
La Consuma rimase così per tutta l’età moderna (cioè fino alla costruzione della rotabile per il Casentino 1818) un minuscolo borgo di montagna, abitato da poche famiglie dedite in forma promiscua all’allevamento, all’agricoltura e ai lavori di bosco.  L'inizio della costruzione della rotabile per il Casentino (seppur limitatamente al tronco Pontassieve – Consuma), avvenuta tra il 1787 e il 1789, e la lunga e travagliata allivellazione della bandita della Matteraia alla Consuma innescarono un processo di profonda trasformazione degli equilibri fino ad allora esistenti: in tal senso particolarmente rilevanti furono le conseguenze della liberalizzazione introdotta dal governo di Pietro Leopoldo in materia forestale, che inaugurò un periodo di indiscriminato attacco alle risorse boschive, durato per tutto l’Ottocento. All’inizio del ‘900 la Consuma, in virtù della sua vicinanza a Firenze, divenne una famosa località di villeggiatura, soprattutto dopo l’apertura (1902), a spese dell’amministrazione forestale, della cosiddetta "strada Baccelli" (allora ministro dell’agricoltura nel gabinetto Zanardelli), congiungente la Consuma con Vallombrosa ed il Saltino.
Tra i suoi ospiti vi furono soprattutto poeti, letterati e giornalisti (D’Annunzio, che vi scrisse il terzo libro dell’Alcione, Betocchi, Prezzolini, Fucini, Papini, Bargellini, Montanelli, Batini, Pampaloni) e uomini e donne del mondo dello spettacolo (Ettore Petrolini, Odoardo Spadaro, Marta Abba, Irma Gramatica).
La località dette il nome anche alla prima corsa automobilistica in salita mai svolta in Italia, la "Coppa della Consuma", la cui prima edizione si svolse nel 1902, e alla quale parteciparono anche gli ormai leggendari Ascari e Nuvolari.