L'abitato di Rufina

è una antenna cioè un "polo" dell'ecomuseo, ovvero un luogo, una popolazione che custodisce l'anima del territorio e che rappresenta spazi di elaborazione culturale e rielaborazione identitaria.

Il toponimo di Rufina, secondo la maggior parte degli studiosi, è sicuramente di origine etrusca; i reperti del IX secolo a. C. confermano l'esistenza, nel luogo, di un abitato di una certa importanza sino dall'epoca villanoviana, abitato posto su una delle direttrici tra Fiesole e il Monte Falterona (lago degli Idoli). L'antichità dell'insediamento è testimoniata da numerosi reperti archeologici ritrovati come i resti di mura romane, poco distante dall'attuale Rufina, un sito di residenza villanoviano ed etrusco, dotato di numerosi manufatti tra cui due Stele

 

Secondo il Repetti, autore del celebre "Dizionario geografico, fisico, storico della Toscana", il nome di "Rufina" deriva dal fiumicello omonimo che attraversa il paese; secondo altri sarebbe stato assegnato al borgo da un ricco feudatario della zona.

Le prime notizie risalgono a una bolla di papa Gregorio VIII, del 1076, dove si parla di "homines de Rufina". Il primo nucleo abitato si costituì al Poggiolo, dove poi sorse un convento di frati. Solo assai tardi (1850-60), però, si venne formando un vero e proprio centro, di una certa consistenza, intorno alle poche case che già esistevano presso il ponte sul torrente Rufina. Anche l'incanalamento del torrente e la conseguente bonifica dei terreni furono una impresa laboriosa. Solo nel XVIII sec. i frati del Poggiolo riuscirono a risanare la zona, in modo che l'abitato di Rufina potesse cominciare a estendersi nella zona dei Piani.

 

L'origine del Comune di Rufina è piuttosto recente, essendo stato istituito il 02/12/1915. Prima di questa data Rufina faceva parte, come frazione, del vicino Comune di Pelago.